Sapete tutti cos’è lo schema Ponzi vero?
Un tizio italiano emigrato in America all’inizio del secolo scorso, voleva fare i soldi a tutti i costi.
Aveva scoperto che certi valori postali europei potevano essere convertiti in dollari con un forte profitto. Un arbitraggio (diceva lui).
Per finanziare il business inventò lo Schema.
Cominciò a farsi prestare soldi promettendo di restituirli maggiorati di un fortissimo interesse entro pochi mesi.
Uno strozzinaggio al contrario. Ma, a sentire Ponzi, interessi così alti erano resi possibili dall’operazione sui bolli.
Invece erano i capitali nuovi che pagavano i riscatti.
La fine della storia forse la sapete già: i media dell’epoca si interessarono a questo curioso tipo di ‘finanziere’.
I risparmiatori preoccupati chiesero indietro i soldi e lo schema crollò sotto i colpi dei riscatti.
Di arbitraggi sui bolli, ovviamente, nemmeno l’ombra.
Lo schema Ponzi è alla base di quasi tutti i sistemi di marketing multilevel e, secondo il sottoscritto, delle criptovalute e torna sempre alla ribalta in una versione o nell'altra. (Quella di Madoff era una truffa in stile Ponzi.)
Funziona sempre allo stesso modo e allo stesso modo crolla.
Ponzi morì povero e in disgrazia dopo essere tornato in Italia e aver trovato perfino lavoro sotto Mussolini.
Ma il suo schema è ancora in giro e ci resterà per sempre. Ogni volta cambierà aspetto e sottostante. Però farà SEMPRE leva sulle debolezze umane:
1 La voglia di credere alla dritta che nessuno conosce e che fa fare il colpaccio;
2 Il desiderio di diventare ricchi subito;
3 L'invidia del successo (vero o molto spesso presunto) altrui.
Invece, quello che conta sul serio è investire (usando le azioni quotate in Borsa) su chi produce beni e servizi che interessano le persone e le aziende. E creano ricchezza vera.
Non come quella (inesistente) di tutti gli Schemi Ponzi.
Un consiglio finale: se siete novizi di FinanzaWorld partecipate Gratis al Meeting della Finanza democratica on line col sottoscritto, cliccando subito qui.