Puntata n. 368

Google: un esempio da manuale di sopravvivenza digitale

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L'idea della settimana (368)

Il mercato ha la memoria corta, ma i numeri no.

Un anno fa il coro dei "soloni" tech recitava il de profundis per Mountain View: ChatGPT avrebbe polverizzato il monopolio della ricerca.

Errore. Google non solo non è morta, ma ha trasformato la minaccia AI in un formidabile scudo difensivo.

Mentre il Wall Street Journal evidenzia come il core business della ricerca resista grazie a un’integrazione verticale che i competitor sognano, Google sembra "too big to fail" perché controlla l'infrastruttura stessa del web.

L'intelligenza artificiale non ha ucciso il motore di ricerca; lo ha reso più costoso per chi vuole sfidarlo.

Alphabet sta giocando una partita a scacchi dove l'AI è il pedone sacrificabile per proteggere la Regina: la pubblicità. I margini restano stellari e l'ecosistema Android-Chrome-YouTube crea un fossato (moat) che l'algoritmo di OpenAI non può ancora saltare.

Pericoloso scommettere contro chi possiede i dati e i tubi dove scorrono.

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2

Il mio libro della settimana (368)

H.P. Lovecraft: Potrebbe anche non esserci più un mondo

Un libro molto bello di un maestro della paura …

"Chi conosce Lovecraft come l’allampanato maestro del mostruoso, autore di una scarna opera che ha segnato la narrativa horror e lasciato un’impronta indelebile su tutti i successori, deve prepararsi a una grossa sorpresa: dopo la sua morte si è rivelato uno dei più copiosi epistolografi di ogni tempo. E quasi un’altra persona.

Gli amici, che hanno conservato le sue lettere, ne ricaveranno una scelta di circa un migliaio raccolte in cinque volumi, ma l’intero corpus pare ammonti ad almeno centomila, scritte tra i venti e i quarantasette anni, e diventate, nell’ultima stagione, un’occupazione a tempo pieno.

Come rendere l’idea di una corrispondenza di tali spropositate dimensioni?

Non restava che prendere una sola lettera, la più lunga, e consegnarla al lettore in forma di libro. Si scoprirà così l’universo quotidiano di Lovecraft, ben lontano da quello che traluce dai racconti, e un uomo totalmente diverso: sobrio, pacato, pieno di troppo sano buon senso – l’altra faccia della sua follia – da offrire all’ignoto destinatario, che già dalla prima pagina scompare.

Come un serial killer che alla fine di una lunga giornata, dal suo buen retiro di Providence, ci indottrina sulle grandi epoche storiche, loda la compagnia e la natura, e da critico sempre acuto e rassegnato dell’età moderna ci fa i suoi migliori auguri per l’avvenire."

3

L'articolo della settimana (368)

Ho scovato la cosa più rilevante che sia mai stata scritta in italiano su Lovecraft …

"“Il sentimento più forte e più antico del genere umano è la paura. E la paura più forte e antica è quella dell’ignoto”.

4

La citazione finale (368)

“Google è il primo motore immobile.”

(M. Niola)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà