Il Gigante d'Asia arranca: per anni, il Sol Levante è stato l'archetipo dell'export ad alta tecnologia. Oggi, la sua locomotiva sembra aver ingranato una marcia bassa, complice la zavorra demografica e la svalutazione dello Yen che ne ha "sgonfiato" il valore in dollari.
L'Italia Riscopre il Quarto Posto: e qui entra in scena la sorpresa, il "miracolo" straccione: l'Italia. Il nostro export, pur tra mille criticità, ha piazzato la zampata.
Sorpasso con Riserva, ma Sorpasso: nel 2024 e 2025, l'Italia ha eguagliato e in alcuni trimestri superato il Giappone in termini di valore complessivo delle esportazioni, assestandosi in una solida (seppur controversa, per via del 'transito' olandese) quarta posizione mondiale.
Il Vantaggio del Tessuto Produttivo: la nostra forza non sta nel volume, ma nel valore aggiunto e nella diversificazione del Made in Italy – dalla meccanica avanzata all'agroalimentare di nicchia, dalla moda al biomedicale.
La Resilienza del Manifatturiero: mentre Tokyo combatte con i suoi colossi (talvolta in affanno), il nostro tessuto di PMI interconnesse ha dimostrato una resilienza e una capacità di penetrazione nelle nicchie di lusso e qualità che il Giappone, focalizzato su macro-settori, fatica a replicare.
Vino e Macchine battono Robot (per ora): l'Accordo UE-Giappone ha dato una spinta cruciale al nostro export verso Tokyo, in particolare per l'agroalimentare.
La Prospettiva Carlà: non è solo una questione di numeri trimestrali. È la dimostrazione che un'economia basata sulla bellezza, sul saper fare artigianale e sull'innovazione settoriale (non solo digitale) può tenere testa (e in un momento storico sorpassare) la grande potenza industriale asiatica.
E sono esattamente questi medesimi vantaggi competitivi (come scrivevo già in Italia-Google del 2007) che dovremmo saper sfruttare nel digitale, nel Simulmondo.
Il monito è chiaro: non adagiarsi. E i dazi di Trump offrono una motivazione in più. La battaglia è sui brevetti e sulla capacità di mantenere l'eccellenza.
Le Tre Punte della Lancia: L'Analisi dei Numeri
1. Il Sorpasso Dinamico (2015-2024): Il dato più impressionante è il tasso di crescita cumulato in dollari correnti dal 2015:
Italia: +48% (l'export italiano è stato il più dinamico tra i Paesi del G7).
Giappone: +15% (nettamente inferiore, quasi un terzo del tasso italiano).
Questo dimostra che la locomotiva italiana, seppur più piccola in termini assoluti, ha accelerato molto più velocemente, erodendo il vantaggio del Giappone.
2. Il Momento del Contatto (2022-2023): Nel biennio più recente, il Giappone ha mostrato segni di rallentamento, anche a causa delle fluttuazioni dello Yen e di una domanda globale meno sostenuta sui suoi prodotti di punta.
Al contrario, l'Italia ha beneficiato dell'aumento dei prezzi e della forte domanda per i beni di lusso e l'alta tecnologia manifatturiera.
In alcuni report (come quelli della Fondazione Edison) e per alcuni periodi (es. I trimestre 2024), l'Italia ha effettivamente superato il Giappone nel ranking mondiale (escludendo i Paesi Bassi per l'effetto "transito").
3. Focus sul Made in Italy - Settori di Forza (2024): Mentre l'export giapponese è molto legato all'auto e all'elettronica (settori che nel 2024 hanno mostrato flessioni globali), l'Italia ha fatto leva su:
Prodotti Farmaceutici e Chimici: +9.5%, Articoli Sportivi, Gioielleria, Strumenti Medici: +19.6% (con la gioielleria in oro e preziosi a +43.6%), Prodotti Alimentari, Bevande e Tabacco: +7.9%.
In sintesi, l'Italia ha fatto un balzo in avanti straordinario negli ultimi 10 anni, sfruttando la debolezza relativa del Giappone (e della Germania) e la sua capacità di presidiare le nicchie di alta gamma e valore aggiunto.
Come spiegava per primo Adam Smith molto tempo fa, è solo l'esportazione che aumenta davvero la ricchezza di un Paese.
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