Puntata n. 348

Perché la over-diversificazione è un grave errore?

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L'idea della settimana (348)

Warren Buffett è noto per la sua capacità di condensare complesse lezioni di finanza in frasi semplici e memorabili. Una delle sue osservazioni più colorite racchiude la sua consolidata visione sulla concentrazione del portafoglio che il sottoscritto condivide al 100%:

"Se hai un harem di quaranta donne, non arriverai mai a conoscerne bene nessuna".

Come dire: se hai 40 azioni (aziende) in portafoglio farai una fatica dannata a seguirle bene. Qualcosa (molto) ti sfuggirà e finirai per perdere un sacco di soldi.

Esattamente quello che accade ai fondi d'investimento gestiti che di aziende ne hanno (spesso) anche di più in pfolio. Tanto i soldi che rischiano sono i vostri.

Morale: se si vuole diversificare davvero senza patemi d'animo, allora è decisamente meglio comprare un etf (a bassissimo costo) basato su Indice basato su grandi mercati azionari.

Naturalmente anche questo genere d'investimento ha i suoi pro e i suoi contro (che possiamo raccontarvi se scrivete a: premium@finanzaworld.it ). Ma almeno questo è un modo intelligente di diversificare. Altro che harem.

Un consiglio finale: se siete novizi di FinanzaWorld partecipate Gratis al Meeting della Finanza democratica on line col sottoscritto, cliccando subito qui.

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Il mio libro della settimana (348)

H. Murakami: L'arte di correre

(Einaudi)

Non vi ho mai proposto un libro di Murakami, uno scrittore giapponese molto popolare anche in Italia. Colmo questa lacuna con la sua autobiografia (un genere di biografie molto pericoloso, ma non quando chi scrive ha una penna come la sua …)

"Quando, nel 1981, Murakami chiuse Peter Cat, il jazz bar che aveva gestito nei precedenti sette anni, per dedicarsi solo alla scrittura, ritenne che fosse anche giunto il momento di cambiare radicalmente abitudini di vita: decise di smettere di fumare sessanta sigarette al giorno, e - poiché scrivere è notoriamente un lavoro sedentario e Murakami per natura tenderebbe verso una certa pinguedine - di mettersi a correre.

Da allora, di solito scrive quattro ore al mattino, poi il pomeriggio corre dieci o più chilometri.

Qualche anno più tardi si recò in Grecia dove per la prima volta percorse tutto il tragitto classico della maratona. L'esperienza lo convinse: da allora ha partecipato a ventiquattro di queste competizioni, ma anche a una ultramaratona e a diverse gare di triathlon.

Scritto nell'arco di tre anni, "L'arte di correre" è una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l'ormai settantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza.

Perché scrivere - sostiene Murakami - è un'attività pericolosa, una perenne lotta con i lati oscuri del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell'atto creativo, si determinano nell'animo di uno scrittore.

Al tempo stesso, questo insolito libro propone però anche illuminanti squarci sulla corsa in sé, sulle fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione che chiunque abbia partecipato a una maratona avrà indubbiamente provato."

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L'articolo della settimana (348)

A quanto pare la nostalgia funziona sempre. La cosa interessante è che funziona anche tra i giovanissimi. Che non dovrebbero averne affatto ...

"La nostalgia, oggi, è un grande successo: la recente reunion di Neil e Liam Gallagher ha generato un aumento del 320% degli ascolti globali su Spotify per la band e la vendita di più di un milione di biglietti per rivedere i fratelli insieme live. Anche i vinili di recente sono stati rispolverati, registrando vendite per un totale di 39 milioni di euro, in crescita per il sesto anno consecutivo…"

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La citazione finale (348)

“Nostalgia: il ricordo delle cose passate.”

(W. Shakespeare)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà