Puntata n. 338

Siete un'Azione o un'Obbligazione?

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L'idea della settimana (338)

Investi SOLO in quello che conosci e capisci. Uno slogan del sottoscritto e di FinanzaWorld che è in cima alla lista dei nostri principi fondamentali.

Una delle prime cose che sarebbe utile capire è se noi stessi siamo un'Azione o un'Obbligazione.

Molto dipende dal lavoro che facciamo. E' abbastanza solido e regolare da fornirci un reddito nei prossimi anni da qui alla pensione? L'altra regola aurea infatti è: MAI investire soldi che possono servirci per vivere e per gli imprevisti.

E qui torno alla domanda iniziale: siamo un'Obbligazione o un'Azione?

Siamo un'Obbligazione se la nostra professione ci (quasi) garantisce uno stipendio e una pensione di alto/medio livello per tutta la vita.

Un'Obbligazione tripla AAA (o poco meno) di quelle che difficilmente vanno in default, anche se magari la crescita strada facendo non è immensa.

Siamo un'Azione se invece il successo della nostra professione è legato alla salute dell'industria o del settore in cui ci muoviamo. In questo secondo caso le nostre opportunità possono anche essere migliori, ma sicuramente saranno più volatili. E non esenti da rischi.

Quindi: siete un'Azione o un'Obbligazione?

Un consiglio finale: se siete novizi di FinanzaWorld partecipate Gratis al Meeting della Finanza democratica on line col sottoscritto, cliccando subito qui.

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Il mio libro della settimana (338)

H. P. Lovecraft: Potrebbe anche non esserci più un mondo

(Adelphi)

Se avete già letto qualcosa di Lovecraft sapete perché è considerato un maestro delle storie misteriose e spaventose. Ma dietro allo scrittore c'era un uomo, naturalmente …

"Chi conosce Lovecraft come l’allampanato maestro del mostruoso, autore di una scarna opera che ha segnato la narrativa horror e lasciato un’impronta indelebile su tutti i successori, deve prepararsi a una grossa sorpresa: dopo la sua morte si è rivelato uno dei più copiosi epistolografi di ogni tempo. E quasi un’altra persona.

Gli amici, che hanno conservato le sue lettere, ne ricaveranno una scelta di circa un migliaio raccolte in cinque volumi, ma l’intero corpus pare ammonti ad almeno centomila, scritte tra i venti e i quarantasette anni, e diventate, nell’ultima stagione, un’occupazione a tempo pieno.

Come rendere l’idea di una corrispondenza di tali spropositate dimensioni? Non restava che prendere una sola lettera, la più lunga, e consegnarla al lettore in forma di libro. Si scoprirà così l’universo quotidiano di Lovecraft, ben lontano da quello che traluce dai racconti, e un uomo totalmente diverso: sobrio, pacato, pieno di troppo sano buon senso – l’altra faccia della sua follia – da offrire all’ignoto destinatario, che già dalla prima pagina scompare.

Come un serial killer che alla fine di una lunga giornata, dal suo buen retiro di Providence, ci indottrina sulle grandi epoche storiche, loda la compagnia e la natura, e da critico sempre acuto e rassegnato dell’età moderna ci fa i suoi migliori auguri per l’avvenire."

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L'articolo della settimana (338)

Cosa pensate delle superstizioni? Forse sono meno stupide di quello che di solito si crede ...

"Gatti neri, specchi rotti, scaramanzie, amuleti, scongiuri, corna, "toccatine".

Sono solo pochi esempi dello sterminato catalogo delle superstizioni. È sorprendente che, nonostante i progressi della conoscenza, la crescente alfabetizzazione, lo strapotere della scienza e della tecnologia, l'immaginario scaramantico non conosca declino. Tutto al contrario. Perché evidentemente non è semplicemente una sopravvivenza del pensiero magico, ma un bisogno di spiegazione supplementare."

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La citazione finale (338)

“Essere superstiziosi è da ignoranti ma non esserlo porta male.”

(E. De Filippo)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà