Puntata n. 364

Spesso si dice che la Russia sia "una stazione di servizio con le armi nucleari".

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L'idea della settimana (364)

Sviluppiamo questa idea guardando i numeri che dimostrano perché, senza la proiezione militare, la Russia rischia l'irrilevanza nel XXI secolo.

Ecco un'analisi dettagliata basata sui dati:

1. Il "Nano Economico": Il PIL a confronto
L'immagine della Russia come superpotenza è un retaggio della Guerra Fredda (URSS), ma i numeri economici attuali raccontano una storia molto diversa.

PIL Nominale: Prima dell'invasione (2021), il PIL della Russia era di circa 1.770 miliardi di dollari.

Per fare un paragone: è inferiore a quello dell'Italia (circa 2.100 miliardi) o del Texas.

È una frazione minuscola rispetto agli USA (23.000 miliardi) o all'Unione Europea nel suo complesso (17.000 miliardi).

Rispetto alla Cina (l'altro suo "partner"), l'economia russa è circa 1/10.

Peso Globale: La Russia rappresenta meno del 2% dell'economia globale.

La conclusione logica: In un mondo dominato dal potere economico (soft power, commercio, tecnologia), la Russia non ha il peso per sedersi al tavolo delle grandi potenze. L'unico tavolo dove ha ancora un posto "rilevante" è quello militare, grazie all'eredità sovietica.

2. La trappola delle materie prime (L'orologio che ticchetta):
La marginalizzazione dei combustibili fossili è il cuore del problema strategico di Putin. L'economia russa soffre della cosiddetta "Malattia Olandese": l'iper-specializzazione nelle risorse naturali ha soffocato lo sviluppo di altri settori.

Dipendenza dall'Export: Storicamente, petrolio e gas rappresentano circa il 45-60% delle entrate del bilancio federale e oltre il 60% delle esportazioni totali.

Transizione Energetica: L'Unione Europea (il più grande cliente storico della Russia) ha lanciato il Green Deal per azzerare le emissioni nette entro il 2050.

Il Calcolo di Putin: Se il mondo si sposta verso rinnovabili, idrogeno e nucleare di nuova generazione, il valore strategico della Russia crollerà entro il 2030-2040. L'uso della forza ora serve a costringere il mondo a riconoscere uno status che l'economia non potrà garantire in futuro.

3. Il deserto dell'innovazione e la mancanza di alternative:
Se togliamo gas, petrolio e materie prime (metalli, grano), cosa produce la Russia che il resto del mondo vuole comprare? Molto poco.

Settore Tecnologico:
Nonostante ottimi ingegneri matematici, la Russia non ha creato giganti tech globali comparabili a quelli USA o Cinesi (a parte Yandex o Telegram, il cui fondatore è però fuggito). Le sanzioni hanno ora bloccato l'accesso ai semiconduttori avanzati.

Manifattura:
L'industria automobilistica e aeronautica russa dipendeva massicciamente da componenti occidentali. Senza di essi, il settore è regredito tecnologicamente di decenni.

Spesa in Ricerca e Sviluppo (R&D): La Russia spende circa l'1% del PIL in R&D, contro il 3% degli USA o il 2,5% della Cina. Senza investimenti, non c'è innovazione futura.

4. Il collasso demografico Un'economia ha bisogno di persone per crescere:
La Russia sta affrontando una crisi demografica gravissima, peggiorata dalla guerra.

Popolazione in calo: La Russia perde circa 500.000 - 1.000.000 di persone l'anno (al netto dell'immigrazione dall'Asia centrale) a causa di bassa natalità e bassa aspettativa di vita maschile.

Fuga di cervelli:

Dall'inizio della guerra, si stima che centinaia di migliaia di giovani professionisti (IT, ingegneri, scienziati) abbiano lasciato il paese.

Mancanza di forza lavoro:
Attualmente la Russia ha una disoccupazione ai minimi storici (circa 3%), non perché l'economia voli, ma perché mancano fisicamente i lavoratori, assorbiti dall'esercito o fuggiti all'estero.

Sintesi:
La forza militare come "Leva di compensazione"

La mia idea è supportata dai fatti: la Russia sta usando l'Hard Power (carri armati e missili) perché il suo Soft Power (economia, cultura, modello di vita) è inesistente o in declino.

Putin sta applicando una logica del XIX secolo (conquista territoriale e zone di influenza) per compensare le sue enormi debolezze del XXI secolo. Se l'energia non è più un'arma di ricatto efficace nel lungo termine, l'unica alternativa per rimanere una "Grande Potenza" e non diventare un vassallo della Cina è mostrare la capacità di distruggere e destabilizzare.

La guerra ibrida della comunicazione nel Simulmondo europeo (social networks) è parte della guerra.

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Il mio libro della settimana (364)

P. BUshkovitch: Breve storia della Russia (dalle origini a Putin)

(Einaudi)

Ho letto questo bel libro nel 2015, ma è uscito in Italia nel 2013. Proprio per questo ve lo propongo questa settimana: perché Putin stava per invadere la Crimea …

"Accessibile a studenti, turisti e al pubblico in generale, questo libro offre un'ampia panoramica della storia della Russia dal IX secolo agli anni 2010.

Paul Bushkovitch sottolinea i fondamentali mutamenti di prospettiva nella comprensione della realtà russa che hanno avuto luogo con il crollo dell'Unione Sovietica del 1991. Da allora le enormi quantità di materiale documentale venuto alla luce, relativo alla storia dell'epoca sovietica, hanno consentito di elaborare nuove concezioni storico-critiche dello stesso passato della Russia pre-rivoluzionaria.

"Breve storia della Russia" ricostruisce non solo la storia politica ma anche gli sviluppi nel campo della letteratura, dell'arte e della scienza della Russia; ritrae cosi protagonisti di grandezza assoluta - Tolstoj, Cechov e Mendeleev, per esempio - nei loro contesti storici e istituzionali.

Benché la Rivoluzione del 1917, il successivo sistema sovietico e la guerra fredda siano stati momenti cruciali della storia russa e mondiale, merito specifico dell'autore è di presentare anche le epoche precedenti in tutta la loro complessità e ricchezza storica e culturale."

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L'articolo della settimana (364)

Ricordate il clamore sui 'falsi invalidi" in Italia? In Argentina non scherzano sul tema.

"In Argentina, un'indagine condotta dal governo ha portato alla luce uno scandalo all'interno dell'Agencia Nacional de Discapacidad (Andis). Nel quadro delle operazioni di riordinamento dell'ente, un incrocio di dati con il Registro Nacional de las Personas (Renaper) ha rivelato che 178.000 Certificati Unici di Disabilità (Cud) risultavano ancora attivi, garantendo benefici e prestazioni, sebbene i titolari fossero deceduti…"

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La citazione finale (364)

“Nell'armata Sovietica ci vuole più coraggio a ritirarsi che ad avanzare.”

(Stalin)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà