I consiglieri del presidente degli Stati Uniti non sono preoccupati dall'inflazione che potrebbe seguire alla vecchia (e già massacrata dalla storia) idea dei dazi.
Il sottoscritto, al contrario, se fosse americano sarebbe molto meno tranquillo.
La ragione è molto semplice: inflazione in crescita significa (anche, ma non solo) costo del denaro più alto e per una società che compra tutto a credito (o con un mutuo) la notizia deve spaventare.
Anche quelli (forse soprattutto) che hanno votato per Trump.
Ma per gli italiani che investono a Wall Street può essere un problema se riparte l'inflazione?
L'inflazione che superi il 3% è un problema globale per almeno due ragioni principali:
La prima: l'aumento dei prezzi finisce sempre per esportarsi, specie quello energetico;
La seconda (molto più diretta): tassi maggiori significano rendimenti più alti per i bond governativi USA, con conseguenze antipatiche sui valori intrinseci delle aziende e sulle loro valutazioni.
Chissà se queste cose Trump le sa e se gliene importa qualcosa …
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