Puntata n. 367

Un grande investitore può fare grandissimi errori, basta che sia capace di ammetterlo ...

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L'idea della settimana (367)

Warren Buffett ha commesso l'errore più costoso della storia finanziaria e lo ammette con la lucidità dei Grandi: comprare Berkshire Hathaway per pura vendetta.

Era il 1964, una fabbrica tessile decotta; Buffett voleva vendere le sue azioni a 11,50 dollari, ma l'AD Seabury Stanton cercò di "fregarlo" offrendo 11,37 dollari. Per quegli 0,13 centesimi di differenza, Warren comprò tutto per licenziarlo.

Quel "capriccio" ha bloccato capitale in un business morente per 20 anni, un costo opportunità che lui stima in 200 miliardi di dollari di rendimenti mancati.

È la lezione suprema: mai investire con l'ego.

Anche il miglior investitore del mondo ha pagato il prezzo dell'emotività, ma ha trasformato con intelligenza un errore da 100% di perdita potenziale nel veicolo da 1000 miliardi di capitalizzazione che conosciamo oggi.

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Il mio libro della settimana (367)

J. Didion: L'anno del pensiero magico

Questa settimana un libro molto diverso dal solito …

"È la sera del 30 dicembre 2003 quando John Gregory Dunne, sposato da quarant’anni con Joan Didion, muore all’improvviso.

Da quella data inizia per la scrittrice l’anno del pensiero magico, in cui lutto e sogno sovrascrivono la vita, e l’impossibile addio all’uomo amato si trasforma lentamente in un profondo colloquio con la morte, durante il quale tutto viene riconsiderato: la malattia, la cecità della fortuna, le parole non dette dell’amore, l’essenza sfuggente e ingannevole della memoria, la consapevolezza di dover fare prima o poi i conti con la fine.

Il pensiero magico disseziona la perdita, illude Joan Didion di poter fermare, per incanto o sortilegio, chi se ne è andato per sempre. Ma i ricordi che la legano a lui, chiusi in un abbraccio troppo stretto, si tramutano in polvere.

“L’anno del pensiero magico”, l’opera più famosa e apprezzata di Joan Didion, è racconto del parossismo e della rinascita, memoriale dell’intimità violata, indagine giornalistica sulla solitudine e saggio sul destino e la speranza umana; è l’opera che meglio ha saputo raccontare il lutto e il dolore, toccando ferite ancora pulsanti, aprendone di nuove sulla pagina.

È il prezzo pagato da Joan Didion per prendere coscienza che, se anche tutto intorno a lei sembra essere crollato, occorre liberare dalla presa dei ricordi coloro che l’hanno lasciata, e vivere le possibilità del presente senza rifugiarsi nei rimpianti del passato."

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L'articolo della settimana (367)

Nell'era dello streaming il pubblico ha ancora voglia di andare a vedere i film al cinema? E' l'interrogativo che si è posto Leonardo DiCaprio e le sue previsioni non sono affatto positive. Intervistato da The Times, l'attore ha sottolineato che si corre il rischio che le sale cinematografiche diventino come un luogo per pochi intimi, come dei jazz club.

Secondo voi ha ragione?

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La citazione finale (367)

“Io non voglio morire sobrio.”

(Leonardo DiCaprio - Jordan Belfort)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà