Puntata n. 345

<p>Quello che serve (tanto) nella vita può farvi male (tantissimo) negli investimenti</p>

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L'idea della settimana (345)

Una lezione fondamentale di Benjamin Graham riguarda la differenza tra investire e le altre cose che facciamo: la stessa caratteristica che determina il successo nella maggior parte degli ambiti della vita può rovinare il nostro futuro finanziario.

"Mentre l'entusiasmo può essere necessario per ottenere grandi risultati altrove, a Wall Street porta quasi invariabilmente al disastro", ha avvertito Graham nel suo classico "Security Analysis: Principles and Technique."

Questa idea controintuitiva spiega perché anche gli investitori più brillanti spesso cadono preda delle bolle speculative e dei processi decisionali emotivi.

La Borsa sposta il denaro dagli entusiasti ai pazienti. Come noi.

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Il mio libro della settimana (345)

O. Fallaci: Gli Antipatici

(BUR)

Per avere successo bisogna sempre essere simpatici a tutti?

"Ovunque si parla di loro, ovunque si discute di loro, delle loro gesta, dei loro amori, delle loro corride, delle loro poesie, dei loro gol, della loro musica, dei loro comizi, dei loro film, dei loro miliardi, della loro miseria, e la loro celebrità è così vasta, così rumorosa, così esasperante che ci ossessiona, ci tormenta, ci soffoca al punto da farci esclamare ‘Dio che rompiscatole! Dio che antipatici!’.

Inviata de “L’Europeo”, agli inizi degli anni Sessanta Oriana Fallaci intervista per il giornale “gli antipatici”, notorietà dei più diversi ambiti ancora oggi al centro dell’immaginario collettivo, da Ingrid Bergman a Federico Fellini, da Catherine Spaak a Gianni Rivera, da Salvatore Quasimodo ad Alfred Hitchcock, fino ad Anna Magnani e Natalia Ginzburg.

In un susseguirsi di faccia a faccia implacabili e sottili, ironici e pungenti, la Fallaci delinea dei ritratti indimenticabili, capaci di mostrare gli intervistati in tutta la loro vulnerabilità e di far emergere segreti e retroscena della celebrità."

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L'articolo della settimana (345)

Il Simulmondo digitale sta diventando sempre più energivoro. Il contrario di quello che dovrebbe essere …

"Quanto costa porre una domanda a Gemini? Google ha pubblicato quella che finora è la stima più trasparente e dettagliata fornita da una delle Big Tech su quanto consuma l’intelligenza artificiale generativa, in termini di energia, acqua ed emissioni di carbonio.

Nel report di Big G si legge come ogni richiesta testuale — cioè prompt «text-to-text» — mette in moto un ecosistema che utilizza 0,24 wattora (Wh), emette 0,03 grammi di Co2e (anidride carbonica equivalente) e consuma 0,26 millilitri d’acqua. Per renderlo più comprensibile, come spiega Google stessa, una richiesta alla AI equivale a vedere la tv per 9 secondi e a utilizzare 5 gocce d’acqua…"

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La citazione finale (345)

“Ha pubblicato qualcosa? Perché stando a Google lei non esiste...”

(Grey's anatomy)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà