Puntata n. 373

Qual è il titolo azionario più "caro" di tutti i tempi?

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L'idea della settimana (373)

Il titolo azionario più costoso di tutti i tempi è l'azione di classe A della Berkshire Hathaway (BRK.A), il conglomerato e holding di Warren Buffett.

Il suo picco di prezzo è stato di $812.000 per azione.

Naturalmente questo non vuol dire che sia necessariamente cara, perché prezzo e valore non sono sempre la stessa cosa, come sapete bene.

E' anche importante ricordare che ciò non significa che si tratti dell'azienda con il valore azionario più elevato. Il valore delle azioni di un'azienda, o “capitalizzazione di mercato”, è determinato moltiplicando il prezzo delle sue azioni per il numero delle sue azioni.

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Il mio libro della settimana (373)

L. Celine: Londra

(Adelphi)

Credo di non avervi mai consigliato un libro dello scrittore francee Celine. Grave dimenticanza da parte mia. Rimedio con questo romanzo che non è esattamente una lettura da ombrellone …

"All’inizio di Londra Ferdinand, alter ego di Céline, appena sceso dalla nave su cui si era imbarcato alla fine di Guerra, si ritrova nel mondo della mala londinese, o meglio di quella francese, fuggita in massa per scampare alle trincee.

Una contro-società chiusa in sé stessa, con le sue regole inumane, da tutti accettate stoicamente.

Ma che cos’è Londra? Un manuale di sopravvivenza a uso dei disertori, un inno dolente alla prostituzione, un’elegia alla città che i giornali dell’epoca definivano «il più grande mercato di carne umana del mondo»: mai così diversa, stralunata, affascinante nel suo superbo squallore.

Céline squaderna una galleria di personaggi eroici nella turpitudine, alcuni già incontrati in Guerra come la prostituta Angèle e il maggiore Purcell (qui trasformato in folle inventore), o il bombarolo dostoevskiano Borokrom, i due papponi rivali Cantaloup e Tregonet, e il medico ebreo Yugenbitz, «pura bontà», quello che Céline avrebbe voluto diventare.

Tutti dal destino segnato, popolano giorno e notte grandi arterie e angiporti, androni e locali malfamati, parchi e latrine.

La violenza, l’intensità quasi insopportabile di questa prosa dimostrano che il romanzo ci è pervenuto in una versione non purgata, che mai avrebbe potuto vedere la luce negli anni Trenta, quando è stato scritto, e resta materia incandescente ancora oggi.

Perché Céline, lo sappiamo, vuole arrivare «fino a dove c’è l’origine di tutto». E per farlo ha bisogno di trovare la giusta dose di delirio, di far suonare il suo organetto nella nebbia, sul selciato infido della City, verso l’acqua che lo ha sempre tentato, verso il Tamigi: «È la notte del mondo che scorre, sotto i ponti. Si alzano come braccia per farla passare»."

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L'articolo della settimana (373)

Questa francamente non la sapevo proprio … Voi?

"I politici si sono svegliati. Hanno fiutato dove colpire il porno, per fargli male. Tanto male. Sui soldi! Lo hanno alla buon’ora capito, che il porno è ricchissimo, e per questo, dietro la santa tiritera che il porno è fonte e causa di ogni guaio sociale, è arrivato il momento che il porno…. la deve pagare!

Che sia "eticamente" tassato!

Sono le tasse le nuove armi che negli USA si vogliono usare per mettere ko il porno e, nei loro "nobili" intenti, definitivamente. O almeno… tentare. Capitanati dall’Alabama, che le ha introdotte per primo, ecco che chiunque persona e/o brand abbia sede e faccia porno, in questo stato, è soggetto a ulteriori tassazioni del 10 per cento!"

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La citazione finale (373)

“- Caro Daniele, leggi mai la Bibbia? - Solo le parti porno. Il resto non mi sembra molto credibile.”

(D. Luttazzi)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà