Puntata 60 del 18/04/2020:
Il debito è quasi sempre una cattiva idea

FC Consiglia è la mia nuova rubrichetta. Ogni 7 giorni un Consiglio dal sottoscritto; una brevissima sintesi di un libro che ho appena letto (o che penso sia indispensabile); in più il link ad un articolo che mi è piaciuto molto.

E la Citazione Finale

Buona lettura

1. FC Consiglia (60)

L'Italia continuerà a fare debiti per via del CoronaVirus e di tanti altri problemi messi sotto il tappeto nei decenni. Tutti debiti che peseranno, anche con bassi interessi, sul bilancio dello Stato.

Quindi, di riflesso, sui cittadini.

Fare debiti è quasi sempre una cattiva idea. Ma non per ragioni morali. E' vero che il debito non ha mai avuto una buona reputazione, in Germania esistono ancora oggi delle forme di arresto per debiti.

E la scarsa reputazione è meritata.

Fare debiti è quasi sempre una cattiva idea perchè sottrae risorse alla vita ordinaria, magari per acquistare beni o servizi (a debito) di cui non abbiamo un reale bisogno. Far debito per consumare in eccesso non è quasi mai una buona cosa.

Ma esiste un debito davvero buono?

Esiste, ma è riservato solo a chi sa davvero quello che fa. Ed è il debito che possiamo fare per investire nella nostra prima casa (mutuo) o quello che facciamo per investire nella nostra azienda.

C'è una sola regola davvero aurea: il debito buono di un euro è quello che ci renderà più di un euro per la durata del debito medesimo.

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2. Il mio libro della settimana (60)

G. Simenon: Il Mediterraneo in barca

(Adelphi)

La cosa che mi manca di più in questo periodo è (a parte il calcio che mi manca molto) la mia abitudine a viaggiare.

Viaggio parecchio per lavoro e cerco sempre di abbinarci il piacere. Ma ho sempre pensato che già viaggiare sia un piacere per conto suo. I primi due mesi del 2020 sono stato in India: dovevo insegnare agli studenti del dottorato in fintech, ma ne ho approfittato per visitare il Kerala, la patria della medicina Ayurvedica.

Una bella scoperta.

Ma c'è un modo di viaggiare che mi è sempre piaciuto: farlo attraverso gli occhi, e la penna, di grandi narratori. Uno degli scrittori più formidabili che abbia mai letto è senz'altro Georges Simenon.

Era anche un ingordo viaggiatore.

"Che Simenon sia un prodigioso narratore è a tutti noto. Ma forse non tutti sanno che, in particolare fra il 1931 e il 1946, è stato un reporter non meno prodigioso – e singolare.

Singolare perché, lungi dal considerarsi un inviato speciale, i suoi reportage li ha scritti «per sé», per viaggiare, per finanziare la sua curiosità. Quella curiosità nei confronti dell’uomo che ha scoperto in sé sin da quando, giovanissimo, lavorava alla «Gazette de Liège»: «Ho sempre colto la differenza fra l’uomo vestito e l’uomo nudo» ha dichiarato.

«Intendo dire l’uomo com’è davvero, e l’uomo come si mostra in pubblico, e anche come si vede allo specchio».

Così, alla vigilia di ogni viaggio, Simenon andava da un amico caporedattore e gli diceva: «La settimana prossima parto. Le interessano dodici articoli?». Ma proprio perché concepiti in funzione dell’unica attività che gli stesse a cuore, la scrittura – non a caso ha voluto intitolare il volume che li raccoglie «Mes apprentissages» («Il mio apprendistato») –, i suoi pezzi giornalistici non fanno dunque che rivelarci un’altra faccia del Simenon romanziere.

Lo dimostra questo resoconto di una crociera compiuta nel Mediterraneo – da Porquerolles alla Tunisia passando dall’Elba, Messina, Siracusa, Malta – a bordo di una goletta: una lunga crociera durante la quale Simenon, che si era ripromesso di capire e descrivere il Mare nostrum, non potrà che confermarsi nella sua vera vocazione, la stessa di Stevenson: raccontare storie."

3. L'articolo della settimana (60)

L'archivio RAI è un grande deposito di cose molto interessanti. E' il caso di questa intervista a Simenon che dura solo 8 minuti e che non dovreste perdervi.

Il papà di Maigret è stato un uomo (e uno scrittore) davvero raro. Ne sa qualcosa il povero Arnoldo Mondadori che oltre ad essere il suo (fortunato) editore in Italia, doveva anche procurargli compagnia femminile a Milano ...

4. La citazione finale (60)

"Ho sempre immaginato il paradiso come una biblioteca."

(J.L. Borges)

A rileggerci il prossimo week end!

Vostro


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