Puntata 85 del 10/10/2020:
Quanto ci mettete a guadagnare i soldi che spendete?

FC Consiglia è la mia nuova rubrichetta. Ogni 7 giorni un Consiglio dal sottoscritto; una brevissima sintesi di un libro che ho appena letto (o che penso sia indispensabile); in più il link ad un articolo che mi è piaciuto molto.

E la Citazione Finale

Buona lettura

1. FC Consiglia (85)

Sapete quanto ci mettete a guadagnare i soldi che spendete?

C'e' un modo facile e infallibile per capire meglio come funziona il denaro e metabolizzare il suo vero valore. Prendete il vostro stipendio di un mese, dividetelo per il numero di ore che avete lavorato, e avrete il vostro guadagno orario netto.

Vuol dire che, per esempio, se lavoriamo 160 ore al mese e guadagniamo 1600 euro, ogni ora vale 10 euro.

Adesso facciamo un po' di acquisti insieme.

Sbavate per quel paio di scarpe da 200 euro della nuova collezione autunnale? Guardatele meglio: non costano più 200 euro come leggete in vetrina. Costano 20 ore del vostro (duro) lavoro.

E magari le metterete quattro volte in tutta la stagione.

Quattro volte per quattro ore ogni volta: 16 ore. Probabilmente passerete più tempo voi a lavorare per comprarle che i vostri piedi a portarle in giro.

Scoraggiante? Ma allora, ragionando così, non dovremmo comprare mai niente perchè quasi nulla vale le ore che dobbiamo lavorare?

Appunto: 'quasi'.

Il segreto è proprio questo: fate un bell'elenco di quello che avete comprato nell'ultimo mese. Poi metteteci vicino il prezzo e, tra parentesi, trasformate il prezzo in ore lavorate.

Pensate se le valeva o no e scrivetelo: "le vale" o "non le vale".

La prossima volta che volete (impulsivamente) comprare qualcosa, la domanda vi spunterà fuori dalla testa come un fumetto:

"Questa borsa costa 300 euro, cioè 30 ore del mio lavoro. Le vale o non le vale?"

Se quello che volete assolutamente comprare a 300 euro, non vale 30 ore del vostro lavoro, non compratelo.

Cambiatelo. Usate la vostra creatività.

Trasformate la borsetta che non vale 30 ore di lavoro, in qualcosa che desiderate ugualmente e che magari di ore ne costa solo cinque.

E probabilmente le vale tutte. Gli altri 25 risparmiateli per poi investirli.

Se volete saperne di più cliccate qui.

La versione Podcast di FC Consiglia (diversa da questa) la trovate cliccando qui.

2. Il mio libro della settimana (85)

C. Darwin: Autobiografia

(Einaudi)

Non avevo mai letto questa breve autobiografia privata di uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi.

Darwin è celebre per l'evoluzionismo e per le scoperte sulle origini dell'uomo. Ma la vera ragione per cui resta, da così tanto tempo, centrale nella storia della scienza è forse un'altra: il suo amore e la sua completa (totale) dedizione ai fatti.

I fatti sono molto più importanti delle teorie. Solo attraverso i fatti (e non con le ideologie e le verità rivelate) l'umanità progredisce.

"Charles Darwin scrisse questi testi autobiografici per i suoi figli, senza la consapevolezza che sarebbero stati un giorno pubblicati.

Essi rivelano un uomo modesto che preferiva la compagnia dei famigliari a quella degli eminenti scienziati che lo circondavano.

L'edizione completa dell'Autobiografia di Darwin comprende numerosi passi censurati e alcuni importanti documenti inediti che consentono di far avvicinare i lettori all'amabile figura e alla teoria del famoso scienziato."

3. L'articolo della settimana (85)

Il calcio italiano professionistico è una metafora perfetta di quello che non è andato bene negli ultimi 20 anni nel Paese.

Alla fine degli anni '90 la serie A era (largamente) il campionato di calcio più importante del mondo e le squadre italiane vantavano legioni di tifosi in Asia e America. Un capitale enorme che si poteva sfruttare per decenni specie dopo il boom delle tv a pagamento e dei canali digitali.

Oggi la Liga spagnola e la Premier league inglese guadagnano dai soli diritti esteri più di quanto incassa la serie A nel suo business totale. Un disastro ...

Sul tema un articolo di Giancarlo Dotto per il Corriere dello Sport:

"Gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano e gli stadi crepano.

Che sia Roma o Firenze, l’Olimpico o l’Artemio Franchi, Tor di Valle o Campi Bisenzio, si chiamino James, Dan o Rocco, Marino, Raggi o Nardella, la sostanza dell’incubo non cambia.

Cambiano le città, cambiano i soggetti investitori, cambiano i sindaci e le giunte, cambiano le leggi e le delibere, i vincoli e le commissioni, ma l’obiettivo stadio somiglia sempre di più a una spedizione all’inferno.

Una vera e propria caverna dantesca, solo entrate e nessuna uscita ...

4. La citazione finale (85)

“Il vizio intrinseco del capitalismo è la divisione ineguale dei beni; la virtù inerente al socialismo è l'uguale condivisione della miseria.”

WINSTON CHURCHILL

A rileggerci il prossimo week end!

Vostro


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