Ogni 7 giorni un Consiglio finanziario dal sottoscritto; una brevissima sintesi di un libro che ho appena letto (o che penso sia indispensabile); in più il link ad un articolo che mi è piaciuto molto.

E la Citazione Finale.

Buona lettura.


1. Ricevere soldi (e responsabilità) (puntata 174 del 25/06/22)

A suo tempo ho ricevuto una lettera dal Fwiano Premium Fabrizio Giorgione, che dopo anni di Maratona e relativi successi nei suoi investimenti, era stato eletto consigliere dal padre per i suoi risparmi.

Una soddisfazione che molti figli hanno spesso stentato ad ottenere da renitenti genitori, drogati in passato da fittizi rendimenti da gestioni bancarie, da immobili e da titoli obbligazionari.

Pagati molte volte a caro prezzo, come sappiamo bene.

Ma il suo dilemma è assai interessante e di natura generale: come si fa a far iniziare una Maratona ad una persona di una certa età, diciamo largamente over 70, senza che le eventuali oscillazioni del portafoglio (azionario) creino apprensioni e rigetti?

Gli rispondo direttamente fra le righe della sua affettuosa e gradita email, con una postilla finale.

Buona lettura a tutte/i.

-Fabrizio Giorgione
Buon giorno Professore,

Le sottopongo un quesito che mi è stato proposto da una persona a me molto cara e oramai non più giovane.

Trattasi di mio padre, 76 enne pensionato senza più debiti e con i due figli ormai autonomi e indipendenti economicamente.

FC
(Uno scenario molto frequente fra i Fwiani e le Fwiane ...)

Per la prima volta, si è rivolto a me per la gestione di un tesoretto che si ritrova (parliamo di qualche decina di migliaia di euro). Premetto che conosce solo superficialmente quello che sto percorrendo io nella Maratona, anche se negli anni ho cercato di trasferire le basi e i fondamenti.

Forse ci sto riuscendo.

FC
(Immagino che questa richiesta di consiglio da parte di suo padre le abbia fatto, giustamente, molto piacere. E fa piacere anche a me ...)

Quindi, tornando a mio padre: era da sempre abituato ad investire i risparmi in strumenti quali BOT, BTP, CCZ, CCT che dagli anni '80 ad oggi, com'è noto, hanno visto scemare i rendimenti fino allo zero o quasi.

FC
(... Oltretutto non si tratta di veri investimenti, in particolare quelli a breve termine, ma in generale i titoli di Stato, da qui uno dei loro 'rischi': i rendimenti reali ...)

Per lui “i soldi sul conto non si tengono”. La sua banca lo tartassa con i soliti fondi obbligazionari o bilanciati, ma con costi elevatissimi oltre a rese per nulla positive.

Quindi cosa fare? Augurandogli ancora il meglio, non me la sento di coinvolgerlo in strumenti azionari a lungo termine, anche perché non riuscirebbe ad accettare che il suo portafoglio possa oscillare magari andando anche in negativo.

Sicuramente ci sono altre persone nella nostra situazione.

Chissà che il mio quesito non possa risultare da spunto per una delle sue interessanti lettere.

Che posso consigliare? Lei che ne pensa?

-Carlà
A parte (ovviamente) i denari per gestire le spese correnti ed eventuali rischi ed imprevisti della vita di ogni giorno, i soldi in cc, in effetti, è bene non lasciarceli.

Ma possono essere tenuti, a volte e in parte, liquidi.

A questo sì che possono servire titoli di Stato a breve termine: per sfruttare le occasioni che Mr. Market ci offre periodicamente con la sua bipolarità ...

Cosa consigliarle? Come superare la paura dei crampi (volatilità ed oscillazioni) durante la Maratona dell'Investimento?

In effetti non c'è molto da fare se a suo padre psicologicamente dà noia la fluttuazione (fisiologica e a volte patologica, ma a ns. favore se sfruttata bene) e la volatilità dei titoli azionari.

A meno che lei non spieghi bene che, intanto, alcuni titoli offrono un calmante per questa volatilità: il dividendo regolare.

E cercando, nel contempo, di persuaderlo ad evitare di stare a guardare con troppa frequenza come vanno le cose in Borsa.

Non è per nulla necessario, anzi.

Ma ci sono altre due questioni fondamentali da comunicare:

La prima: il vero motivo per cui s'investe in azioni è essere comproprietari di un'azienda e del suo business. Ed avere quindi diritto ad una parte della sua creazione di valore nel tempo.

Questa creazione di valore va, appunto, valutata su un orizzonte temporale che superi i 3/5 anni. Una Maratonina.

La seconda: il dilemma di suo padre va anche risolto in questo senso: "Papà, tu preferisci lasciarci, fra cent'anni, un patrimonio rivalutato oltre l'inflazione, anche se magari ogni tanto il titolo X o Y potrebbe fluttuare, oppure un capitale logorato dalla perdita di potere d'acquisto ed esposto a rischi solo apparentemente minori? Specie oggi che l'inflazione è tornata a mordere forte ..."

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2. Il mio libro della settimana (174)

G. Dossena: Enciclopedia dei giochi

(Utet)

"La presente opera è in parte mia e in parte dei miei lettori-collaboratori.

Dipende interamente dai miei lettori-collaboratori il fatto che io abbia perseverato trent'anni in questi studi vedendo come certi giochi, trattati in un certo modo, interessassero certe persone.

Chi avrebbe poturo immaginare che a qualcuno interessassero la differenza tra Faraone e Bassetta, che sopravvivono a Gubbio e a Senigallia, o gli aneddoti sull'ultima partita di Fanorona giocata in Madagascar?

Giochi di ogni genere... e quanti! Io stesso mi stupisco, Quanti giochi intelligenti! Di che intelligenza, dal Go a Loa! e quanti giochi stupidi, di che stupidità!

Potrei dire che mi sono occupato di giochi in senso antropologico, se la parola ha un significato".

3. L'articolo della settimana (174)

Jean-Michel Basquiat è uno degli artisti di maggior successo negli ultimi 40 anni. Purtroppo il pittore non può saperlo: è morto a meno di 28 anni nel 1988.

"Il persistente interesse per la vita e le opere di Jean-Michel Basquiat non dà cenno di volersi attenuare, che si tratti di frizzanti vendite di magliette a tema per 29,99 dollari da Gap, del grande afflusso di pubblico che visita le ultime mostre dedicate all'artista o di tele vere e proprie battute all'asta, come quella di due settimane fa aggiudicata per 85 milioni di dollari. Adesso, per coloro che si interessano a tutto quello che riguarda Basquiat, si aggiunge anche l'Fbi..."

4. La citazione finale (174)

"Non ascolto ciò che dicono i critici d'arte. Non conosco nessuno che ha bisogno di un critico per capire cos'è l'arte."

(J.M. Basquiat)

A rileggerci il prossimo week end!

Vostro


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