Per citare l'arguto Premio Nobel Niels Bohr:
"Un esperto è un uomo che ha fatto tutti gli errori che sia possibile compiere, in un campo molto ristretto."
Una constatazione che mi fa venire in mente due cose sul tema del masochismo dei (sedicenti) traders:
La prima: fare tutti gli errori possibili nel trading, vuol dire ritrovarsi senza il becco di un quattrino in breve tempo.
La seconda: quindi diventare esperto nel trading significa diventare povero e venir meno ad una regola chiave dell'investitore intelligente: mai perdere capitale.
Ci rifletterei a dovere …
Ma ecco un'altra mania dei nostri simpatici traders. Per esempio quella, ciclica e garantita, di sentirsi tutti fenomeni quando il Mercato è decisamente Toro.
Fanno molta, ed evidente, fatica a distinguere tra la loro abilità e il vento forte che soffia a favore.
Il risultato è sempre il medesimo e ricorrente: dopo aver giocherellato con somme modeste durante il periodo Toro, appena si convincono di essere bravissimi alzano la posta.
Ed esattamente in quel momento il Toro lascia il posto all'Orso.
Con esiti disastrosi sul capitale dei traders. (Vedi il recente tracollo delle Criptovalute).
Le piattaforme di trading on line, da 30 anni a questa parte, usano la solita tecnica comunicativa per attirare altri neofiti nel gorgo:
"Finalmente potrete diventare ricchi e lavorare dalle Maldive o dalle Bahamas. Spiaggia, piscina, belle auto e belle donne."
Naturalmente si scordano di precisare quanto segue:
1 Nessun trader professionista lavora dalle Maldive -ò-
2 Belle auto e belle donne, spiaggia etc, sono proprio le distrazioni che nessun trader può permettersi.
Questa comunicazione, invece, serve a due cose:
La prima: farvi pensare che il vostro attuale lavoro fa schifo e che ce n'è uno meraviglioso che attende solo voi per rendervi ricchi e felici …
La seconda: distrarvi dall'inoppugnabile realtà che i traders fanno un sacco di operazioni (quasi tutte inutili e dannose) e su ogni operazione la piattaforma di trading guadagna sempre. Anche quando le commissioni sono "gratis".
Che si vinca o che si perda. Perché questi sono i verbi giusti trattandosi di scommesse abilmente mascherate da investimenti.
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