Francesco Carlà

Pubblicazioni per Investitori Intelligenti dal 1999


Da più di trentacinque anni studio i mercati azionari di Wall Street, Italia e Globali . Nel 1999 ho fondato FinanzaWorld con questa idea: insegnare alle persone ad investire in autonomia, risparmiando tempo e denaro. Le nostre newslettere gratuite ed a pagamento sono diventate un punto di riferimento per gli investitori intelligenti. Se vuoi saperne di più scrivimi a: f.carla@finanzaworld.it oppure clicca qui.

Investitori Intelligenti

Dialoghi con mio figlio sull'investimento intelligente

"Investitori Intelligenti" è il nuovo Podcast di Finanzaworld. Fw è un sito di informazione, comunicazione ed educazione finanziaria. Fondata nel 1999 da Francesco Carlà, è considerata (Sole 24 Ore) "la bibbia degli investitori italiani".

FinanzaWorld.it è la comunità della Finanza democratica come riconosce anche Google.

FC Consiglia

Ogni 7 giorni un'Idea dal sottoscritto; una brevissima sintesi di un libro che ho appena letto (o che penso sia indispensabile); in più il link ad un articolo che mi è piaciuto. E la citazione finale! Buona lettura, vs. Francesco Carlà

In questo Podcast settimanale 2 Consigli di Francesco Carlà; 2 sintesi di libri che ha appena letto (o che pensa indispensabili); in più il link ad un articolo che gli è piaciuto molto.

E la Citazione Finale.

Clicca qui per iscriverti alla newsletter settimanale di Francesco Carlà Consiglia

FC Consiglia Newsletter

Ogni 7 giorni un'Idea dal sottoscritto; una brevissima sintesi di un libro che ho appena letto (o che penso sia indispensabile); in più il link ad un articolo che mi è piaciuto. E la citazione finale!

Clicca qui per l'archivio degli ultimi numeri

Spesso si dice che la Russia sia "una stazione di servizio con le armi nucleari". - (puntata 364 del 14/02/2026)

Sviluppiamo questa idea guardando i numeri che dimostrano perché, senza la proiezione militare, la Russia rischia l'irrilevanza nel XXI secolo.

Ecco un'analisi dettagliata basata sui dati:

1. Il "Nano Economico": Il PIL a confronto
L'immagine della Russia come superpotenza è un retaggio della Guerra Fredda (URSS), ma i numeri economici attuali raccontano una storia molto diversa.

PIL Nominale: Prima dell'invasione (2021), il PIL della Russia era di circa 1.770 miliardi di dollari.

Per fare un paragone: è inferiore a quello dell'Italia (circa 2.100 miliardi) o del Texas.

È una frazione minuscola rispetto agli USA (23.000 miliardi) o all'Unione Europea nel suo complesso (17.000 miliardi).

Rispetto alla Cina (l'altro suo "partner"), l'economia russa è circa 1/10.

Peso Globale: La Russia rappresenta meno del 2% dell'economia globale.

La conclusione logica: In un mondo dominato dal potere economico (soft power, commercio, tecnologia), la Russia non ha il peso per sedersi al tavolo delle grandi potenze. L'unico tavolo dove ha ancora un posto "rilevante" è quello militare, grazie all'eredità sovietica.

2. La trappola delle materie prime (L'orologio che ticchetta):
La marginalizzazione dei combustibili fossili è il cuore del problema strategico di Putin. L'economia russa soffre della cosiddetta "Malattia Olandese": l'iper-specializzazione nelle risorse naturali ha soffocato lo sviluppo di altri settori.

Dipendenza dall'Export: Storicamente, petrolio e gas rappresentano circa il 45-60% delle entrate del bilancio federale e oltre il 60% delle esportazioni totali.

Transizione Energetica: L'Unione Europea (il più grande cliente storico della Russia) ha lanciato il Green Deal per azzerare le emissioni nette entro il 2050.

Il Calcolo di Putin: Se il mondo si sposta verso rinnovabili, idrogeno e nucleare di nuova generazione, il valore strategico della Russia crollerà entro il 2030-2040. L'uso della forza ora serve a costringere il mondo a riconoscere uno status che l'economia non potrà garantire in futuro.

3. Il deserto dell'innovazione e la mancanza di alternative:
Se togliamo gas, petrolio e materie prime (metalli, grano), cosa produce la Russia che il resto del mondo vuole comprare? Molto poco.

Settore Tecnologico:
Nonostante ottimi ingegneri matematici, la Russia non ha creato giganti tech globali comparabili a quelli USA o Cinesi (a parte Yandex o Telegram, il cui fondatore è però fuggito). Le sanzioni hanno ora bloccato l'accesso ai semiconduttori avanzati.

Manifattura:
L'industria automobilistica e aeronautica russa dipendeva massicciamente da componenti occidentali. Senza di essi, il settore è regredito tecnologicamente di decenni.

Spesa in Ricerca e Sviluppo (R&D): La Russia spende circa l'1% del PIL in R&D, contro il 3% degli USA o il 2,5% della Cina. Senza investimenti, non c'è innovazione futura.

4. Il collasso demografico Un'economia ha bisogno di persone per crescere:
La Russia sta affrontando una crisi demografica gravissima, peggiorata dalla guerra.

Popolazione in calo: La Russia perde circa 500.000 - 1.000.000 di persone l'anno (al netto dell'immigrazione dall'Asia centrale) a causa di bassa natalità e bassa aspettativa di vita maschile.

Fuga di cervelli:

Dall'inizio della guerra, si stima che centinaia di migliaia di giovani professionisti (IT, ingegneri, scienziati) abbiano lasciato il paese.

Mancanza di forza lavoro:
Attualmente la Russia ha una disoccupazione ai minimi storici (circa 3%), non perché l'economia voli, ma perché mancano fisicamente i lavoratori, assorbiti dall'esercito o fuggiti all'estero.

Sintesi:
La forza militare come "Leva di compensazione"

La mia idea è supportata dai fatti: la Russia sta usando l'Hard Power (carri armati e missili) perché il suo Soft Power (economia, cultura, modello di vita) è inesistente o in declino.

Putin sta applicando una logica del XIX secolo (conquista territoriale e zone di influenza) per compensare le sue enormi debolezze del XXI secolo. Se l'energia non è più un'arma di ricatto efficace nel lungo termine, l'unica alternativa per rimanere una "Grande Potenza" e non diventare un vassallo della Cina è mostrare la capacità di distruggere e destabilizzare.

La guerra ibrida della comunicazione nel Simulmondo europeo (social networks) è parte della guerra.

Un consiglio finale: se siete novizi di FinanzaWorld partecipate Gratis al Meeting della Finanza democratica on line col sottoscritto, cliccando subito qui.

Il mio libro della settimana (364)

P. BUshkovitch: Breve storia della Russia (dalle origini a Putin)

(Einaudi)

Ho letto questo bel libro nel 2015, ma è uscito in Italia nel 2013. Proprio per questo ve lo propongo questa settimana: perché Putin stava per invadere la Crimea …

"Accessibile a studenti, turisti e al pubblico in generale, questo libro offre un'ampia panoramica della storia della Russia dal IX secolo agli anni 2010.

Paul Bushkovitch sottolinea i fondamentali mutamenti di prospettiva nella comprensione della realtà russa che hanno avuto luogo con il crollo dell'Unione Sovietica del 1991. Da allora le enormi quantità di materiale documentale venuto alla luce, relativo alla storia dell'epoca sovietica, hanno consentito di elaborare nuove concezioni storico-critiche dello stesso passato della Russia pre-rivoluzionaria.

"Breve storia della Russia" ricostruisce non solo la storia politica ma anche gli sviluppi nel campo della letteratura, dell'arte e della scienza della Russia; ritrae cosi protagonisti di grandezza assoluta - Tolstoj, Cechov e Mendeleev, per esempio - nei loro contesti storici e istituzionali.

Benché la Rivoluzione del 1917, il successivo sistema sovietico e la guerra fredda siano stati momenti cruciali della storia russa e mondiale, merito specifico dell'autore è di presentare anche le epoche precedenti in tutta la loro complessità e ricchezza storica e culturale."

L'articolo della settimana (364)

Ricordate il clamore sui 'falsi invalidi" in Italia? In Argentina non scherzano sul tema.

"In Argentina, un'indagine condotta dal governo ha portato alla luce uno scandalo all'interno dell'Agencia Nacional de Discapacidad (Andis). Nel quadro delle operazioni di riordinamento dell'ente, un incrocio di dati con il Registro Nacional de las Personas (Renaper) ha rivelato che 178.000 Certificati Unici di Disabilità (Cud) risultavano ancora attivi, garantendo benefici e prestazioni, sebbene i titolari fossero deceduti…"

La citazione finale (364)

“Nell'armata Sovietica ci vuole più coraggio a ritirarsi che ad avanzare.”

(Stalin)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Meeting Permanente della Finanza Democratica

30 minuti per capire cos'è la Finanza Democratica

Partecipa gratuitamente al Meeting

Dichiaro di aver letto e accettato le informazioni sulla privacy.

Partecipa Gratis al Meeting della Finanza Democratica con Francesco Carlà e approfitta dell'offerta inclusa, valida solo per chi non ha mai acquistato un Premium di FW

Come diventare un investitore intelligente?

Per essere investitori "fai da te" intelligenti, bisogna prima di tutto mandare a mente questa idea decisiva: investire NON è una scommessa, un colpaccio, uno sprint. E' una Maratona. Warren Buffett ha trasformato 10.000 dollari, il suo capitale iniziale, in decine di miliardi di dollari. Ma non ci ha messo giorni o mesi. Ci ha messo qualche anno.

Per la precisione: una decina d'anni a diventare milionario (nel 1962 i milioni di dollari avevano ancora il loro fascino. Anche i milioni di euro ce l'hanno, dopotutto, no?).

E una quarantina d'anni a diventare miliardario, sempre in dollari, nel 1990.

Nel frattempo i suoi miliardi sono diventati molti di più.

L'Investitore intelligente "fai da te" è prima di tutto un Maratoneta.

30 Minuti di Meeting con Francesco Carlà per capire cos'è la Finanza Democratica. Basta partecipare a questo Meeting per approfondire.

Ma che cos'è esattamente la Finanza Democratica?

I principi della Finanza Democratica sono pochi e davvero alla portata di tutti. Eccoli qua:

  • 1) Nessuno ha a cuore il nostro denaro più di noi;
  • 2) Imparare ad investire è semplice e non serve essere laureati in economia e scienze finanziarie. Basta essere correttamente informati da chi è strutturalmente Indipendente e non deve vendervi nessun tipo di prodotti finanziari. Basta saper fare addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni, percentuali, e medie;
  • 3) Grazie ad Internet, è facile e costa molto poco investire da soli e senza intermediari. E' sufficiente aprire un conto bancario on line e le commissioni sono basse e alla portata di tutti gli investitori;
  • 4) Investite solo in quello che capite e conoscete.
  • 5) Non fidatevi di nessuno che vi proponga cose in contrasto con i punti 1, 2, 3 e 4. Basta partecipare a questo Meeting per approfondire.

Storia di Laura Rossi

Mi chiamo Laura Rossi, ho 45 anni e vorrei raccontarvi la mia storia. Secondo me può essere utile a tanta gente

Il mio lavoro somiglia a quello di molti italiani della mia generazione: piccola impresa ereditata dai genitori e dai nonni, non si stacca mai, fatica, tasse e qualche soddisfazione.

Negli ultimi anni meno.

Tre generazioni di lavoro e risparmio hanno creato un patrimonio.

Un patrimonio che somiglia a quello di tanti altri piccoli imprenditori e professionisti italiani, immagino: qualche immobile, tra cui la casa dove vivo, buoni del Tesoro e un po’ di altri titoli in portafoglio.

Fino a due anni fa soprattutto fondi di vario genere.

Un giorno mi sono imbattuta in questa tabella:

Per una volta era semplice da capire e la fonte era insospettabile (BlackRock/Morningstar):

Il peggior 'investimento' possibile, a lungo termine (1926/2020), è quello monetario (Bot/conti deposito etc): tolte le tasse e l'inflazione ci si rimette quasi l'1% all'anno (-0.8%). Seguono le obbligazioni (societarie e i titoli di Stato): sempre al netto di tasse ed inflazione si prende solo lo 0.6% netto, ogni anno in media. Poi arrivano le azioni: dal 1926 al 2020, una vera Maratona, hanno guadagnato il 4.4% medio all'anno, al netto di tasse ed inflazione.

La prima: un calcolatorino dell’interesse composto;

La seconda: un articolo di Francesco Carlà.

Usando il calcolatorino ho scoperto che:

Usando i Bot praticamente i soldi si dimezzano strada facendo (100.000 euro 'investiti' al 0.8% diventano dopo 94 anni 47.000);

Usando le obbligazioni i soldi crescono un po', ma molto lentamente (100.000 euro investiti allo 0.6% diventano dopo 94 anni 175.473);

Usando le azioni (nel senso di replicare un Indice azionario generalista per esempio con un Etf apposito) i soldi crescono molto (100.000 euro investiti al 4.4% diventano dopo 94 anni 5.725.941)

Sai cos'è la Finanza Democratica?

Se non hai già visto il Meeting Permanente della Finanza Democratica, clicca sul pulsante qui sotto. 30 minuti con Francesco Carlà per cambiare le idee sbagliate sul risparmio e sull'investimento che ti sono costate tante delusioni.

Guarda il Meeting

Domande e risposte

Chiariamo qualche dubbio

  • Che cos'è FinanzaWorld?

    FinanzaWorld è anzitutto libera e Indipendente, priva (strutturalmente) di qualsiasi conflitto d’interesse.

    Su FinanzaWorld Francesco Carlà ed il suo staff pubblicano ogni giorno informazioni, commenti, analisi sul mondo dell’economia, dei Mercati e dell'Educazione finanziaria.

  • Francesco Carlà, già docente all'Università la Sapienza di Roma e all'Università IULM di Milano, da oltre 35 anni si occupa di Comunicazione, Informazione ed Educazione finanziaria.

    Segue la finanza innovativa (e il Fintech) dal 1995. E' autore di articoli, libri e di programmi radio-televisivi.

    Tra le sue pubblicazioni ricordiamo i bestsellers "Trading online. La guida" (2000), "Simulmondo. Vivere Internet" (2001), "Trading online. Seconda Edizione" (2003), Italia-Google (2006) e Finanza Democratica (2009). Per tre anni ogni settimana è stato protagonista su RaiNews24, RAI3 di "Netstocks", il primo magazine tv dedicato all'economia e alla finanza innovative, consulente di molte trasmissioni TV e Radio in RAI e su altri canali (Costanzo show, Invasioni Barbariche, Sky TG 24, Radio Vaticana, Radio Radicale, Radio Capital etc), per quattro anni ha condotto il forum di Borsa sul sito del Corriere della Sera, editorialista di Vanity Fair (Soldi & Felicità) e della Gazzetta dello Sport (Il Risparmiatore). E' il fondatore di FinanzaWorld dal 1999.