Puntata n. 370

Un consiglio per i genitori (che stavolta non c'entra col denaro)

1

L'idea della settimana (370)

Eccolo il consiglio: non usate mai il sarcasmo con i vostri figli.

Magari per voi potrebbe essere solo innocuo sarcasmo, ma per loro invece è una frustata che non dimenticheranno mai.

A vostro rischio e pericolo.

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2

Il mio libro della settimana (370)

G. Sereny: Albert Speer, La sua battaglia con la verità

(Adelphi)

La storia di un architetto con grandi idee e con il committente più sbagliato possibile …

"Seduta nelle tribune dell’aula di Norimberga dove era in corso il processo contro gli «uomini di Hitler», Gitta Sereny era rimasta colpita dalla compostezza esemplare di uno degli imputati. Di quell’uomo che «ascoltava immobile e attento con il volto impassibile, a eccezione degli occhi scuri e intelligenti», sapeva solo che era Albert Speer, l’architetto e poi ministro degli Armamenti del Reich, nonché membro della cerchia più stretta del Führer.

Trent’anni più tardi, dopo aver letto "In quelle tenebre" – il libro-intervista che Sereny aveva dedicato al caso del comandante di Treblinka Franz Stangl –, Speer decise di contattare l’autrice e di invitarla nella sua casa a Heidelberg per ripercorrere con lei la sua storia.

All’epoca, lui aveva scontato una lunga detenzione nel carcere di Spandau, dove aveva scritto clandestinamente circa milleduecento pagine di riflessioni e memorie e aveva avviato, sotto la guida di un pastore calvinista ed ex membro della resistenza francese, l’ostinato e quasi maniacale tentativo di fare i conti con il proprio passato che lo avrebbe impegnato fino alla morte.

Lei veniva da anni di indagini sugli orrori della Germania nazista e, incontrandolo di persona, percepì subito un’incongruenza tra il tono altezzoso, «autoritario e arrogante» dei mea culpa che fluivano «troppo prontamente» dalle labbra dello Speer pubblico, e quell’uomo timido, dotato di humour e fascino, abitato da una profonda tristezza, che le parlava «con una strana inflessione interrogativa nella voce».

Catturata da un’ambivalenza tanto sconcertante, Sereny si prefisse lo scopo di «comprendere Albert Speer», costruendo questa memorabile inchiesta basata sulle lunghe conversazioni che per molti anni intrattenne con lui, e spingendosi tanto a fondo nell’interrogazione del suo conflitto interiore da determinare una vicinanza che le costò numerose critiche – fu lei stessa una volta a definirlo senza difficoltà «un uomo superiore», e si dovrebbe riflettere sul peso di questa affermazione, e su chi la pronuncia.

Affiora così il ritratto – in cui pure restano zone d’ombra, e non potrebbe essere altrimenti – di un uomo che, dopo aver smesso i panni di ministro del Reich, non ha potuto far altro che tentare di elaborare, per il resto della vita, la sequenza fattuale ed emotiva della propria soggezione al carisma di Adolf Hitler."

3

L'articolo della settimana (370)

La presidenza Trump sta facendo molto male all'umore degli americani …

"La percentuale di adulti statunitensi che prevede di avere una vita di alta qualità tra cinque anni è scesa al 59,2% nel 2025, il livello più basso dall’inizio delle rilevazioni, avviate quasi due decenni fa."

4

La citazione finale (370)

“Il sarcasmo è il rifugio dei deboli.”

(Sartre)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà