Puntata n. 360

La cosa più importante che ha detto Warren Buffett

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L'idea della settimana (360)

Individuare la singola cosa più importante che abbia detto Warren Buffett è difficile: il suo successo deriva dall'applicazione coerente e disciplinatissima di molti principi.

Tuttavia, se dovessi sceglierne una sarebbe:

"Il prezzo è quello che paghi. Il valore è quello che ottieni." (Price is what you pay. Value is what you get.)

Questa frase condensa l'intero approccio di Buffett:

Non confondere il prezzo con il valore. Il prezzo è la quotazione di mercato che cambia ogni giorno. Il valore è il valore intrinseco, il reale potere economico e il potenziale futuro di un'azienda.

Essere un acquirente, non uno scommettitore. L'investitore di valore (Value Investor) cerca di acquistare un'azienda (o una sua parte sotto forma di azioni) solo quando il suo prezzo di mercato è inferiore (in certi casi simile) al suo valore intrinseco.

Il Lungo Termine è tutto. Se acquisti un'azienda di valore ad un buon prezzo, il mercato, nel lungo periodo, finirà per riconoscere quel valore e il prezzo si allineerà, portandoti al guadagno. (Tra l'altro vale per tutti i veri investimenti, non solo per le aziende).

Molto spesso, questa idea viene rafforzata dalla sua famosissima "doppia" regola:

Regola n° 1: non perdere mai denaro.

Regola n° 2: non dimenticare mai la regola n° 1.

Entrambe le massime sottolineano l'importanza di un approccio prudente, razionale e focalizzato sul valore intrinseco e sulla protezione del capitale, che è la vera base di tutto il successo di Warren Buffett (e di FinanzaWorld dal 1999).

Un consiglio finale: se siete novizi di FinanzaWorld partecipate Gratis al Meeting della Finanza democratica on line col sottoscritto, cliccando subito qui.

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Il mio libro della settimana (360)

E. White: Le dodici vite di Alfred Hitchcock

(ilSaggiatore)

Hitch (come lo hanno sempre chiamato gli amici) non è solo il mio regista preferito. E' anche uno dei miei maestri, una delle persone (che non ho mai incontrato) ad avermi insegnato più cose. Anche sugli investimenti ...

"Non è, Alfred Hitchcock, un semplice regista. Come ebbe a dire François Truffaut, è da annoverare «tra gli artisti inquieti come Kafka, Dostoevskij, Poe», per la sua capacità di svelare le nostre ossessioni attraverso le sue, per la sua natura poliedrica, multidirezionale e centrifuga, che ci impedisce di osservarlo da un solo punto di vista, ma impone uno sguardo plurimo, che ne scomponga l’essenza nelle sue molteplici identità.

Ed è per questo che Edward White scrive “Le dodici vite di Alfred Hitchcock”: dodici ritratti del personaggio, ognuno da un’angolatura diversa, ognuno che rivela qualcosa di fondamentale su di lui, sulla figura pubblica che ha costruito attorno a sé e sulla creatura leggendaria che è diventato.

Non solo dunque la vita che Hitchcock ha vissuto, ma anche i vari ruoli che, in bilico tra realtà e finzione, ha recitato e incarnato: versioni di se stesso che ha trasmesso, consapevolmente o meno, e che noi abbiamo proiettato su di lui.

Tra queste dodici personificazioni troviamo l’Hitchcock irrefrenabile buontempone, l’eterno bambino, l’innovatore, il cittadino del mondo, l’artista trasgressivo; ma anche l’Hitchcock privato: il marito, il donnaiolo, il padre di famiglia, l’omone ambizioso ma mai a suo agio nel proprio corpo, l’intrattenitore pieno di contraddizioni.

Il ritratto complessivo che prende forma da queste dodici vite conferma l’affermazione di Truffaut: Alfred Hitchcock è stato non solo un colosso di Hollywood, ma un artista a tutto tondo, la cui importanza ha toccato profondamente l’intera cultura occidentale e ancora oggi si riverbera su tutto ciò che è cinema, intrattenimento e cultura pop. “Le dodici vite di Alfred Hitchcock” è dunque la biografia di noi stessi, l’affresco del Novecento attraverso un suo simbolo, pieno di misteri, colpi di scena, zone d’ombra e momenti di suspense; riconosciamo, in questo mosaico, i lineamenti sfuggenti del mito, il suo volto che ci osserva sornione."

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L'articolo della settimana (360)

Ho scovato per voi una divertente intervista ad Alfred Hitchcock del 1960 durante un soggiorno in Italia al Grand Hotel Villa d'Este (quello famoso di Cernobbio) ...

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La citazione finale (360)

“Un film è la vita a cui sono state tagliate le parti noiose.”

(A. Hitchcock)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà