Puntata n. 350

Non vuoi Investire per (almeno) 5 anni? Non Investire affatto!

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L'idea della settimana (350)

A Fw abbiamo uno slogan semplice: se non vuoi continuare la Maratona non cominciarla! Che è come dire: se non vuoi (o non puoi) Investire a medio e lungo termine lascia perdere gli investimenti.

Ecco cosa ho scritto una volta proprio su questo tema, nel numero settimanale di "In Borsa con Carlà" (il mio abbonamento Premium dedicato a Wall Street partito nel gennaio del 2004):

"In questo numero vorrei sottolineare un paio di cose molto importanti, sia per i veterani che per i nuovi arrivati.

La prima: nonostante gli ottimi risultati fin qui raggiunti, le cose migliori nella Maratona sono quelle che succedono dalla seconda decade in poi (ora IBCC è largamente nella sua seconda decade). Proprio come accade nella Maratona vera: quando i migliori vanno avanti e quelli meno preparati affondano.

Poi c'è un'altra cosa che anche Buffett ricordava, con precisione quasi telepatica, nella sua lettera agli azionisti di qualche anno fa.

Ecco la mia versione che conoscete da tempo:

"Investire" usando le azioni per un giorno, una settimana o un anno, è MOLTO più rischioso che tenere i soldi liquidi. Naturalmente in forma protetta.

Al contrario, se non fate i traders e i centometristi, ma i Maratoneti, correrete molti meno rischi e otterrete ottimi risultati.

A patto di avere un pfolio di investimenti intelligenti, saggiamente diversificati, infischiandovene degli alti e bassi di Mr. Market che, strada facendo, non mancano e non mancheranno.

Insomma, ecco il Manifesto della Maratona:

"Non cominciarla se non vuoi continuarla per almeno 5 anni (meglio 10/20/30 etc)".

Tutto il resto lasciatelo ai centometristi (cioè agli scommettitori, consapevoli oppure no).

Un consiglio finale: se siete novizi di FinanzaWorld partecipate Gratis al Meeting della Finanza democratica on line col sottoscritto, cliccando subito qui.

2

Il mio libro della settimana (350)

C. Sama: La caduta di un impero

(Rizzoli)

In passato vi ho proposto una biografia di Raul Gardini, persona e finanziere assai controverso, la cui parabola esistenziale ha avuto un forte impatto (negativo) sulla sua città, Ravenna, come mi ha ricordato un mio amico romagnolo.

Di recente è uscito un altro libro su quel periodo, scritto da un altro insider ...

"La vicenda del colosso agroindustriale creato dal nulla da Serafino Ferruzzi è un elemento fondamentale della storia economica d’Italia (e non solo): l’ascesa nella produzione e nel commercio mondiale delle materie prime agricole, la tragica morte del fondatore in un incidente aereo, l’espansione durante la gestione di Raul Gardini, l’acquisto della Montedison, il fallimento dell’operazione Enimont, la tempesta di Mani pulite, il suicidio di Gardini, la dispersione del gruppo…

Questo appassionato memoriale presenta la versione della famiglia Ferruzzi attraverso la voce di Carlo Sama, marito della figlia minore di Serafino, Alessandra, e già braccio destro di Gardini: una versione che celebra i fasti ma mostra anche i lati oscuri del Gardini imprenditore, e rivela il ruolo dell’establishment economico-finanziario guidato da Mediobanca nella fine dell’azienda.

Un’azienda gravata di debiti ma con un motore industriale in piena efficienza che la collocava ai primi posti in Europa e nel mondo nella produzione e lavorazione di zucchero, amido, semi oleosi, proteine di soia ma anche penicilline semisintetiche; un’azienda che avrebbe potuto essere risanata con cessioni mirate delle attività non strategiche; un’azienda che disponeva di un piano di rilancio, elaborato da Sama e dal suo gruppo dirigente con l’aiuto di banche internazionali, per svolgere un ruolo da protagonista globale nei settori chiave dell’agroindustria e dell’energia verde.

Questo libro è l’amaro racconto di una storia che avrebbe potuto essere e non è stata, e di una nazione – l’Italia – che ha distrutto le opportunità di un futuro migliore."

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L'articolo della settimana (350)

Armani è un marchio ben avviato ad essere storicizzato come la Ferrari della nostra moda. Il potenziale di quello che Giorgio Armani ha creato si potrà capire sul serio fra qualche decina d'anni secondo il sottoscritto ...

"Quanto vale la Giorgio Armani spa? È la seconda domanda più importante perché alla prima (a chi va l’eredità?) ha già risposto il testamento.

Le grandi banche d’affari hanno messo subito al lavoro team di analisti.

Nessuno si pronuncia ufficialmente ma sul mercato circola già qualche valutazione preliminare: circa 10 miliardi…"

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La citazione finale (350)

“I cretini non sono mai eleganti.”

(G. Armani)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà