Puntata n. 353

Quattro cose da sapere se volete davvero diventare Investitori Intelligenti (Le prime due)

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L'idea della settimana (353)

La mia esperienza ormai quasi quarantennale (ho comprato la mia prima azione nel 1986 quando avevo 24 anni e non è andata benissimo), mi ha insegnato tante cose. Dal 1999 ad oggi ho cercato di comunicarle a chi mi ha seguito in tutti questi anni e, in particolare, agli abbonati Premium di FinanzaWorld.

Stavolta vorrei sintetizzare 4 cose che ho trovato utilissime strada facendo nella mia attività di investitore. Le prima due questa settimana, le altre due sabato prossimo:

La prima:

-Imparare a guardare oltre le classificazioni superficiali per capire la vera natura di un'azienda.

Le company (di cui le azioni rappresentano la proprietà) possono sembrare a prima vista molto diverse da quello che in realtà sono. Nel bene e nel male. Guardare attraverso gli stereotipi e il senso comune mi ha fatto scoprire investimenti di enorme successo come Apple o Accenture. Ma anche EssilorLuxottica e tante altre.

La seconda:

-Avere il coraggio di fare grandi investimenti quando si presentano buone prospettive.

Quando si è davvero convinti che l'opportunità sia buona, allora bisogna essere pronti ad investire il massimo possibile. Questo genere di occasioni non si presentano troppo spesso.

E' il caso anche di Ferrari di cui vi ho parlato di recente.

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2

Il mio libro della settimana (353)

D. Bliss: Erno Egri Erbstein. Trionfo e tragedia dell'artefice del Grande Torino

(Cairo)

Quella del Grande Torino è una storia quasi incredibile di calcio e di dramma. Qualcosa di simile è accaduta solo ad un'altra grande squadra, il Manchester United. Ma nel caso del Toro il dramma non è solo quello di Superga …

"Ernó Egri Erbstein è stato un rivoluzionario del calcio.

Nato a Nagyvarad il 13 maggio 1898 da un'agiata famiglia israelita e cresciuto a Budapest, dove si laurea in Educazione Fisica, inizia presto la carriera di calciatore, tra Ungheria, Italia e Stati Uniti.

Nel 1928 torna in Italia come allenatore: dopo le stagioni al Bari e alla Nocerina, allena il Cagliari, con cui sfiora la promozione in A, e la Lucchese.

Nel 1938 passa al Torino, ma solo per pochi mesi perché, dopo la proclamazione delle leggi razziali, viene mandato in Olanda ad allenare lo Xerxes. Dove però non arriva mai: gli viene inspiegabilmente annullato il visto, rientra in patria e diventa rappresentante di tessuti italiani.

Ma il nazismo lo raggiunge: quando nel 1944, le truppe tedesche invadono l'Ungheria, la moglie e le sue due figlie si rifugiano in una fabbrica di uniformi militari all'interno di un convento cattolico ed Erbstein finisce internato in un campo di lavoro.

Mentre un treno lo sta per portare verso i campi di sterminio, riesce a fuggire di nuovo.

Tornato in Italia dopo la guerra, è ricontattato da Novo che gli offre la direzione tecnica del Torino. E qui il magiaro realizza il suo capolavoro: crea una squadra irresistibile che pratica un calcio avveniristico.

Erbstein cura maniacalmente ogni minimo dettaglio: dalla preparazione atletica (fu lui a introdurre il riscaldamento) all'alimentazione, fino alla psicologia dei giocatori. Diventa il tecnico di calcio più innovativo del suo tempo.

Tutto finisce a Superga, il 4 maggio 1949, quando il Grande Torino è consegnato definitivamente al mito. Il suo indiscusso artefice muore insieme ai suoi ragazzi. La sua storia viene dimenticata, finché tanti anni dopo si torna a parlare di lui riconoscendo il suo valore umano e sportivo."

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L'articolo della settimana (353)

Qualche mese fa è morta Claudia Cardinale. Un'attrice italiana che ha percorso da protagonista assoluta tutto il periodo migliore del nostro cinema nel dopoguerra.

Ho atteso che il solito polverone post-mortem si calmasse per proporvi un'intervista che le fece Alberto Moravia al culmine del successo dell'attrice…

"L'hanno intervistata centinaia di volte...

"Moravia fu il migliore: lo incontrai per caso a Roma, mi fece salire da lui, mi chiese solo del mio corpo, non capii che era un'intervista".

4

La citazione finale (353)

“L'amore è una gabbia con sbarre di fortuna.”

(C. Cardinale)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà