Puntata n. 382

Dall'estasi al crash: se anche il "tasca Audemars-Swatch" diventa l'ennesimo "tulipano" di una generazione di illusi rimasti con il cerino in mano.

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L'idea della settimana (382)

La frenesia globale per i tasca "Royal Pop" firmati Swatch e Audemars Piguet è solo l'ultimo capitolo di una farsa antica come il commercio: l'illusione della scarsità artificiale che genera il panico d'acquisto.

Quando la finanza comportamentale incontra l'hype dei social, il disastro per i piccoli risparmiatori è matematico.

Storicamente, ogni volta che la massa si accalca fuori dai negozi credendo di investire in un "bene rifugio", la bolla è già pronta a scoppiare, lasciando l'ultimo acquirente (e gli ultimi venditori) con un pugno di mosche.

Ecco la classifica delle più grandi manie collezionistiche della storia recente:

1. I BULBI DI TULIPANO (Olanda, 1636-1637)
- L'Hype: Un singolo bulbo "Viceroy" arrivò a costare quanto 12 acri di terreno.
- Il Crash: Febbraio 1637. Il mercato crollò del 99% in pochi giorni.
- Fonte: Charles Mackay, "Memoirs of Extraordinary Popular Delusions" (1841).

2. I BEANIE BABIES (USA, Anni '90)
- L'Hype: Peluche da 5$ rivenduti a 5.000$ (come l'orsetto "Princess Diana").
- Il Crash: Nel 2000 il mercato era saturo; collezioni intere oggi valgono zero.
- Fonte: Zac Bissonnette, "The Great Beanie Baby Bubble" (2015).

3. LE SCHEDE TELEFONICHE (Italia, Anni '90-2000)
- L'Hype: La scheda "Sveglia" della SIP quotata oltre 2 milioni di lire nei cataloghi.
- Il Crash: L'avvento del mobile e il disinteresse dei giovani hanno azzerato il mercato (oggi -95%).
- Fonte: Listini ufficiali Golden/Bolaffi (confronto storico 1998 vs 2026).

4. GLI NFT / CRYPTOPUNKS & BORED APES (Globale, 2021-2022)
- L'Hype: Justin Bieber acquistò un NFT Bored Ape per 1,3 milioni di dollari.
- Il Crash: Report di dappGambl (2023) su 73.257 collezioni: il 95% ha oggi un valore di 0 ETH.
- Fonte: DappGambl Research / Rolling Stone US.

5. I CONTRASTI DEL RESELLING DI OROLOGI (Globale, 2022-2024)
- L'Hype: Il Rolex Daytona "John Mayer" o il Patek 5711 venduti a x3 il listino.
- Il Crash: L'indice Subdial Watch Restet ha perso oltre il 40% dal picco del 2022.
- Fonte: Bloomberg / Subdial Market Index.

L'estratto della ragione: Chi oggi fa la fila per il "Royal Pop" pensando di avere in tasca un lingotto d'oro, domani scoprirà di avere in mano solo della plastica glorificata.

La storia non si ripete, ma fa sempre la stessa rima.

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Il mio libro della settimana (382)

I. Montanelli: XX Battaglione

(Rizzoli - ebook)

Indro Montanelli è stato senz'altro il più famoso giornalista italiano dell'epoca d'oro della stampa. In questo libro (controverso, ma che va riscoperto) lo ritroviamo giovanissimo e avventuroso ...

"Questa guerra è per noi come una bella lunga vacanza dataci dal Gran Babbo [Mussolini] in premio di tredici anni di scuola. E, detto fra noi, era ora."

Così Montanelli definì l'esperienza africana, raccontata nel suo primo romanzo, XX Battaglione eritreo, dato alle stampe nel 1936 e da allora non più pubblicato per oltre settant'anni.

In queste pagine ritrovate, Montanelli porta alla luce la dimensione umana che la guerra mette alla prova, descrive la situazione dei soldati e delle truppe indigene, le loro paure, il rapporto con la morte.

"Questo libro non è nato dentro la guerra, fra le ansie del combattimento. È soltanto la vita di un Battaglione solitario, vita mia e di tutti."

E infatti l'eco della battaglia è lontano e si perde in un turbine di sensazioni e immagini che, più che a un diario dal fronte, fanno pensare alla cronaca di una crescita, il definitivo salto nell'età adulta che segna il percorso di formazione di un grande scrittore.

Per dar voce al lato nascosto di quel profondo mutamento, questa edizione arricchisce il testo di una testimonianza finora rimasta nel buio: l'epistolario che Montanelli tenne coi suoi genitori dall'aprile 1935 ai primi mesi del 1936. In quelle lettere Indro annotava le condizioni di vita dei soldati, appuntava con irritazione le lunghe attese di uno scontro che tardava a venire ed esortava i suoi coetanei "imboscati" a unirsi a lui.

Dal romanzo come dal carteggio affiora, costante e insopprimibile, l'istinto che avrebbe accompagnato Montanelli per tutta la vita, quello per la scrittura e l'esplorazione, del mondo come dell'animo umano."

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L'articolo della settimana (382)

Spioni e spiati. E' uno dei fattori ricorrenti della vita economica italiana … Questa trascrizione rischia di diventare un classico futuro ...

"Corrado Formigli: Vediamo, seconda parte dell'inchiesta, la versione di Giuseppe Del Deo e, naturalmente, i misteri, perché entra in entra in campo adesso proprio la politica e poi c'è la cosa che a me colpisce di più, il fatto che il Del Deo esce, ma entra nel settore privato con le sue immense conoscenze della situazione bancaria, finanziaria italiana. Vediamo.

Carlo Marsilli: Nell'inchiesta su Giuseppe Del Deo, l'ex potentissimo vice direttore dei servizi segreti, le accuse nei suoi confronti di peculato e ammanchi milionari si intrecciano con i sospetti di presunte attività clandestine di spionaggio, le stesse attribuite alla cosiddetta squadra Fiore, un presunto gruppo di ex agenti dei servizi e delle forze dell'ordine. Una nostra fonte ricostruisce un quadro anche politico di quanto starebbe accadendo.

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La citazione finale (382)

“Essere una spia non significa aspettare tranquillo che il nemico si pari davanti al tuo fucile. Si vive in una giungla, spesso nell'oscurità, con scarse informazioni e colleghi inaffidabili.”

(M. Patinkin)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà